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venerdì 13 novembre 2015

Vita al condizionale

(Foto di mia proprietà -  Serie bambole)
La mia incapacità di sapere al momento cosa voglio si palesa ogni giorno di più anche nelle piccole cose che un tempo avrei fatto senza pensarci poi troppo. Un po' come il non sapere se stasera dovrò o meno uscire con annesso sapere di averne o meno voglia. Cercare o essere cercati? Ecco li l'inghippo. Il tranello. Il dubbio amletico e la totale assenza di senso di importanza. Praticamente da quando vivo con l'interruttore sull'ON della vita al condizionale, non me ne importa niente di nulla e nessuno, di uscire, di mettermi in tiro, di ricordarmi di fare le cose per tempo, di essere puntuale, di piacere. Dio ce ne scampi, piuttosto mi presento tutta... tutta... arruffata e svogliata a qualsivoglia appuntamento, non perché non potrebbe interessarmi la persona X di turno quanto piuttosto per un menefreghismo e una stanchezza totale che mi pervadono e mi spingono a dire un bel "Macchissene..." quindi ho deciso di fare la gnorri di turno, non cerco, non chiedo, prendo se mi vien dato, ma alla fine non do nulla più di quello che mi viene istintivo dare. Se da un lato rifuggo chi mi cerca costantemente dall'altro vorrei essere cercata, ma alla fine ritornerei al punto precedente e tornerei a fuggire. Loop perpetuo di un fancazzismo privo di emozioni. Chiusura. Menefreghismo. Condizionale. 
Potrebbe interessarmi.
Potrei innamorarmi.
Potrei se volessi.
Potrebbe cancellarlo.
Sì, potrei, potrebbe, ma intanto resto qui, con una montagna di cose da fare senza farne alcuna. Ascolto la musica, organizzo le foto per ammazzare il tempo con la stessa svogliatezza con la quale mi vesto la mattina. Vivo e tanto basta. Ci sono e non ci sono. Come una bambola dal capo decapitato lascio che la chioma celi tutto. Indifferente.

sabato 17 ottobre 2015

Viaggio rimandato e occhi ancora ciechi

Adesso avrei dovuto essere in viaggio, su un treno o un aereo, il mezzo non era più poi troppo importante, uno valeva l'altro per raggiungere quella meta che mi ero imposta. Eppure il viaggio è stato nuovamente rimandato. Il lavoro viene prima del mio bisogno di riprendermi del tutto, del mio bisogno di scrollarmi di dosso quel macigno sotto forma di velo nuziale che mi trascino da mesi. Ho bisogno di mettere le distanze per un paio di giorni da tutto, cellulare spento, computer abbandonato a casa, solo io, uno zaino e la macchina fotografica. Perdermi tra le braccia di vecchie amicizie e rivederne di nuove. Ho bisogno di staccare la spina, ma per ora devo solo stringere i denti e sopportare altre settimane infernali prima di poter scappare via, fingere che tutto vada bene, che quel fuggire possa essermi realmente di aiuto, ma so bene che non mi aiuterà poi molto. Ennesimo palliativo per far stare quieti i demoni almeno un paio di giorni. Controllo quotidianamente gli orari dei treni e degli aerei, organizzo nei minimi dettagli la fuga, accetto proposte di viaggiare in moto o in auto, come ho detto prima il mezzo è irrilevante, la meta... La meta è uno di quei posti che conosco, che non avrei messo nella lista dei posti da rivedere quanto prima, ma che d'un tratto è divenuto rilevante. Importante tanto quanto il mio incapponirmi affinché il viaggio abbia luogo. Trovare una sistemazione per un paio di notti non mi è difficile, ovunque vado un letto che mi aspetta lo trovo, avrei preferito non averlo per certi versi. Lasciare lo sguardo vagare nel vuoto interno, ma è giusto che qualcuno provi a salvarmi lì dove io stessa ho gettato da tempo la spugna. Un po' come l'aver smesso di scrivere realmente, un po' come quella censura auto procuratemi, perché tanto le parole oramai sono solo parole, prive di significato, prive di impronte, di emozioni, prive di senso. Disfattista. Pessimista. Vuota. Non servirà a nulla nemmeno il viaggio, ma chi lo sa, magari mi ricrederò. Ci si stanca, ammettiamolo, ad un certo punto apri gli occhi e i miei occhi hanno bisogno di vedere di nuovo.

sabato 15 novembre 2014

Prima o poi

Prima o poi smetterò di uscire e
guardarmi intorno alla ricerca di un auto conosciuta.
Prima o poi tornerò a smettere di credere alle favole.
Prima o poi smetterò di sperare che tutto possa mutare.
Prima o poi non ti amerò più.
Prima o poi smetterò di pensarti.
Prima o poi diventerai solo un flebile ricordo.
Prima o poi non mi si riempiranno gli occhi di lacrime
quando ascolto una canzone che mi parla di te.
Prima o poi tornerò a sorridere.
Prima o poi tornerò ad amare qualcuno che non sei tu.
Prima o poi tornerò a vivere.
Prima o poi smetterà questo dolore.
Prima o poi capirai di avermi persa.
Prima o poi mi cercherai e non mi troverai.
Prima o poi ti pentirai.
Prima o poi il fischio di un treno non mi stringerà lo stomaco.
Prima o poi, per ora però non è ancora cosi.