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giovedì 14 maggio 2015

Solitudine utopica

«La conosci tu la solitudine?
Sì, quella dei poeti e degli impotenti.
La solitudine?
Quale solitudine?
Ma lo sai che non si è mai soli?
E che dovunque ci portiamo addosso
il peso del nostro passato e anche quello del nostro futuro?
Tutti quelli che abbiamo ucciso sono sempre con noi.
E fossero solo loro, poco male.
Ma ci sono anche quelli che abbiamo amato,
quelli che abbiamo amato e che ci hanno amato.
Il rimpianto,
il desiderio,
il disincanto e la dolcezza,
le puttane e la banda degli dei!
La solitudine risuona di denti che stridono,
chiasso, lamenti perduti…
se soltanto potessi godere la vera solitudine,
non questa mia solitudine infestata dai fantasmi, 
ma quella vera,
fatta di silenzio e
tremore d’alberi».
Albert Camus, “Caligola”

Si è mai soli? Non lo so, penso proprio di no. Citando una parte di questa poesia che adoro: "questa mia solitudine infestata dai fantasmi", per l'appunto, la nostra apparente solitudine non è altro che una menzogna, apparentemente siamo soli, ma non lo siamo mai veramente. I fantasmi, quali pensieri, ricordi o assenze presenti restano lì al nostro fianco o peggio ancora lì nella nostra testa e come martelli pneumatici pulsano violentemente sulle pareti del nostro cranio in un bum bum fastidiosamente continuo e inopportuno rendendoci meno soli di quanto un monaco buddista possa esserlo in piena meditazione. Non siamo mai soli, per quanto possiamo sentirci tali, non lo siamo mai realmente. Se anche spegnessimo i pensieri, i ricordi o mettessimo a tacere quei fantasmi, staremo sempre in compagnia di qualcuno dal quale non potremo mai staccarci veramente: noi stessi. 
Noi, la nostra presenza è quella più infida con la quale dobbiamo fare sempre i conti, siamo sempre li con noi stessi, sempre li pronti a puntare l'indice contro noi stessi. Labbra che si muovono e parole che prendono a vorticare senza sosta. La solitudine diviene, cosi, mera utopia allo stato puro. Si è mai soli dunque? E se un giorno dovessimo riuscire ad esserlo veramente, potremo sopravvivere a quel silenzio che ne comporterebbe? 

martedì 3 febbraio 2015

Domande tristi

A chi chiederai di tenerti la mano quando la febbre sarà talmente alta da farti avere le allucinazioni? Chi ti accudirà e si prenderà cura di te e della tua casina quando starai male? Chi ti amerà in maniera incondizionata senza pretendere o chiedere poi troppo indietro? Chi ti riempirà di attenzioni durante la giornata? Con chi ti sfogherai e parlerai di quello che ti rabbuia? Con chi riderai di qualche film scemo? Con chi sbadiglierai per un film noioso? Chi stringerai nel tuo letto? Con chi fingerai di fare l'amore? A chi dirai "ti voglio bene"? Chi guarderai con occhi innamorati pur non essendolo? Con chi cenerai? Cosa sentirai quando ogni oggetto che ti ho donato ti ricorderà di me? Che pensieri ti verranno quando troverai ancora i miei capelli in giro per casa? Chi ti preparerà la lasagna o il cous cous con amore? Con chi avrai il "ridolino"? Chi ti amerà come ti ho amato io? A chi manderai video o storielle divertenti? Chi ti scriverà come ti ho scritto io? Chi ti farà commuovere solo con le parole? Chi riempirà la tua vita? Domande, ancora domande. Dolorose come le lacrime che spingono per venire fuori senza sosta.

martedì 28 ottobre 2014

Chiarezza ed instabilità mentale

E arrivano periodi in cui ti ritrovi a fare i conti con te stessa, capire cos'è che nella tua vita non funziona, comprendere e prendere consapevolezza e coscienza di quanto spesso ti ritrovi ad essere egoista. Non ci sono giustificazioni per tutto ciò, lo sei e basta, non riesci a trovare, pur cercando, una motivazione che possa dare ragione a quell'egoismo di cui sei, purtroppo, pregna. E analizzi le ultime relazioni (non parlo solo di quelle sentimentali). Ti ritrovi con una lista di persone che hai fatto entrare nella tua vita e poi in un modo o nell'altro le hai lasciate andare o sono scappate via correndo. L'egoismo porta a non avere mai abbastanza di quel poco che le persone ti danno, l'essere hitleriana porta necessariamente le persone a stancarsi dei tuoi out-out. Certo potrei raccontarmi che se mi si vuole realmente bene, le persone restano, e per carità comprendo e sono la prima a dire che amo i difetti ancor prima dei pregi nei miei amici o di chiunque lascio entrare nella mia vita, ma mi rendo conto che avermi come amica o fidanzata non è il massimo. Sono tendenzialmente pesante, insicura, dubbiosa, impaurita, hitleriana o talebana come mi hanno definito da poco tempo. O con me o contro di me. Posso avere al momento motivazioni, ma non ho voglia di sciorinarle, per quanto alcune possano essere giuste, non è giusto in realtà essere dittatoriale con nessuno, nemmeno con chi consapevolmente o inconsapevolmente ti sta facendo del male. Ogni storia ha i suoi limiti, ogni amore ha i suoi tarli e il rischio di perdere la persona amata bisogna sempre ricordarsi di metterlo in conto, senza però che ciò vada a distruggere qualunque cosa che ci sia stata e che finirebbe nella lista delle cose "buone" o "belle". 
Quando finisco una relazione mi crogiolo nel dolore, mi cullo nelle mie paure, mi flagello, ma poi alla fin fine cosa faccio per migliorarmi? Nulla, non faccio assolutamente nulla, anzi torno ad innalzare muri, a indossare maschere, a trovare il marcio anche in chi di marcio non ha nulla. Trovo giustificazioni che rendono me colpevole dei peggiori delitti, seppur poi alla fine non mi sia mai macchiata le mani. 
Capisco che dovrei chiudere io quello che mi fa stare male, ma capisco pure che la mia fragilità, l'incapacità di abbandonare mi rende succube della forza altrui. Se voglio sicurezza, amore, presenza mi ritrovo a pretenderla senza accettare che l'altro semplicemente non voglia darmi nulla di tutto ciò, senza accettare che ha bisogno di tempo per chiarirsi le idee o per comprendere cosa vuole lui stesso dalla relazione. Ma come dire a qualcuno: per me sei importante, mi stai a cuore, ma mi fai male? Mi fai male se mi cerchi quando lo vuoi tu, se mi vuoi vedere quando lo vuoi tu, mi fai male quando ti cerco e sei freddo e distaccato? Mi fai male quando voglio vederti e tu mi rifiuti? Come dire chiaramente che ogni cosa che fa per me sembra più un contentino che non una dimostrazione di affetto? Per carità non metto in dubbio che se ti si cerca ti si vuol dimostrare di tenerci a te, ma se dopo devo stare male come posso dire: non mi cercare fino a quando non avrai ben chiaro cosa vuoi da me? Voglio una relazione matura fatta di complicità, presenza, confronto e parole? Come si può dire qualcosa del genere senza essere poi accusata di egoismo, di essere dittatoriale, infantile, drammatica o distruttrice? Io non lo so, alla veneranda età di trentuno anni non so un cazzo sull'amore e sulle relazioni, so cosa la mia mente vede come tale, ma poi non mi accontento delle briciole che mi vengono date. Che cosa ci posso fare se mi sembrano avanzi e nulla di più? Possesso? Non credo se volessi possedere qualcuno non mi farei da parte, mi farei sempre viva anche con una scusa, pretenderei e ho smesso di farlo. Ho smesso di esserci. Ho smesso di pretendere, implorare e chiedere. Ho smesso di essere quella che ero per cosa? Mi sembra per nulla, e qui mi sento in colpa perché non mi accontento, ma come ci si può accontentare se ti hanno dato per un tot periodo 100 e dopo ti danno 1? Non lo so. Non so nemmeno io più nulla. So solamente che ho bisogno di chiarezza. Tempo e serenità. Se volevo un rapporto mordi e fuggi avrei scelto uno più piccolo o uno della mia età, mi sarei accontentata di rapporti occasionali, ma se ho scelto e mi sono aperta a te è perché voglio te. Mentalmente esausta, ma sicura che col tempo e senza chiarezza posso fare a meno anche di te per accontentarmi e farmi bastare la compagnia di me stessa (e chiamami pure egoista).



Per te: Non cercarmi se non hai ben chiaro cosa tu voglia. Io voglio un rapporto vero, fatto di appuntamenti, baci, abbracci, parole, condivisione, confronti, complicità. Un rapporto maturo come quello che avevamo, in cui potevamo essere noi stessi, parlare e confrontarci. Ma se dentro non sei sicuro, se in mente non hai ancora ben chiaro cosa vuoi, non cercarmi. Mi fai solo del male gratuito. E so che lo fai per farmi sapere che ci sei e ci tieni, ma puoi tenere a me anche facendo prima chiarezza dentro di te, senza portarmi alla distruzione. Non mi accontento e probabilmente hai ragione, ma almeno io so cosa vorrei dal nostro rapporto, e so anche che se ciò non dovesse essere , bhé pazienza. Chiusa una porta si apre un portone. 

giovedì 25 ottobre 2012

Online VS Offline

E' da un pò che rimurgino su quanto ci sia di differente sul conoscere qualcuno online o offline,            certo se penso all'online come è ovvio che sia, mi vengono in mente situazioni portate all'estremo: maniaci, pervertiti, psicopatici, etc etc. Ma alla fin fine anche offline c'è il medesimo rischio di poter conoscere uno di questi elementi. D'altronde è vero anche che offline si conosce gente anche tramite terzi, amici, conoscenti o qualcuno di famiglia, e qui il caso di trovare uno degli elementi sopra citati va a scemare notevolmente sul fattore percentuale, ma perché dare per scontato in maniera ottusa che online ci siano solo elementi cosi? Ho conosciuto persone online e offline, mi è capitato pure in passato un maniaco soft e un mezzo psicopatico ma li ho saputi (per fortuna) gestire facilmente, offline effettivamente non li ho mai conosciuti, ma ho anche conosciuto persone deliziose, a partire dalle mie colleghe scribacchine (tra cui pure qualche maschietto) e sia i ragazzi della land in cui giocavo, insomma se devo fare una stima ho conosciuto online gente decisamente migliore di quella che avrei potuto conoscere offline o che offline non avrei avuto modo di incontrare minimamente. Indecisa, dubbiosa... Sicuramente non risolverò la questione ora, ma se c'è qualcuno che mi legge e vuole dire la sua, il blog è libero ad ogni commento.

giovedì 22 marzo 2012

Trarre spunto da un messaggio

"Permettimi di dirti che io non esternerei mai un disagio che fosse causatomi dall'indifferenza di una persona cui tengo, soprattutto se ci fosse la minima probabilità che possa leggermi o udirmi. Ma forse è un fatto di noi maschietti essere orgogliosi e non mostrare mai il nostro cuore dilaniato. Il tuo amore l'hai già dichiarato, anzi, l'hai strillato. E' molto remunerante per il vile narcisismo di un uomo sapere che c'è una donna che lo aspetta."


Parto questo post usando parte del messaggio di una persona che mi legge e con la quale spesso e volentieri si è discusso di ciò che scrivo, seppure mantenga una giusta distanza da argomenti spinosi come quello di sopra. Parto da quello stralcio di messaggio, perché rileggendolo mi rendo conto che in fondo noi donne non conosciamo proprio per nulla i nostri opposti, infatti, per quanto possa aver letto nei vari blog i cui blogger sono maschietti, struggimenti vari, molti tacciono, almeno quelli che la vena scrittoria l'hanno abbandonata coi temi scolastici. Quindi nasce spontanea la curiosità di sapere come sfogano l'eventuale dolore che sentono (sempre che lo sentano), come vivono celando il malessere, si può fingere in continuazione o ci si ritaglia un piccolo momento per annegare nella malinconia, nella solitudine, nel dolore, nella delusione?
Mi viene in mente una frase che mi è stata detta qualche settimana fa "sei indubbiamente brava a scrivere, ma poi non trasmetti nulla con i gesti", se ciò che mi è stato detto fosse vero (ci metto la mano sul fuoco che lo è) potrei giustificare il tutto dicendo che personalmente preferisco lasciare alle parole scritte le passioni, le emozioni e tutto quello che fa parte di quella sfera, ma poi risultare fredda e distante face to face non sarebbe scorretto? Dove vanno a finire le emozioni che riesco a trasmettere scrivendo? In qualunque modo lo si voglia vedere il problema sussiste nella medesima maniera. Si torna alla censura, all'omissione, alla finzione per non affrontare ciò che può turbarci.
Premetto pure che io non sono innamorata, non ho il cuore dilaniato, e come ho risposto alla persona che mi ha scritto il messaggio con cui ho iniziato il post, se mi si fosse data l'opportunità avrei potuto provare a cedere al sentimento incriminato, ma dal momento in cui l'opportunità viene meno, rimango sentimentalmente libera, certo non nego che nella mente ci penso, ma non sarei donna se non lo facessi, per quanto atipica qualcosa in comune col sesso femminile, oltre le curve, dovevo pure averlo, se me la sono scampata dalla mania dello shopping convulsivo, non me la sono scampata sul fronte pippe mentali, quindi, ricapitolando sono single, sentimentalmente libera, ma mentalmente, momentaneamente, impegnata da un malessere che trascende dall'essere di natura sentimentale quanto invece più si avvicini ad un orgoglio femminile ferito, ad una curiosità soppressa, a delle domande prive di risposta, ad una indifferenza a singhiozzo che dà più fastidio di una prolungata. Non so se lo posso catalogare nella schiera dei narcisisti, forse sì, se penso che tutti gli uomini, indistintamente sono afflitti dalla malattia del Narciso, ma sinceramente voglio credere che qualcuno se ne salvi... Spero vivamente che almeno lui non ne faccia parte, anche se oggi mi ha chiaramente fatto capire che la pensa come il mio ex (parlare degli ex fa male, devo ricordarmelo la prossima volta), quindi risulto, oltre che pesante, affetta da acidume forte (accidume è il mio blog, la doppia c è un errore voluto che doveva dare ulteriore forza alla singola c di cui la parola ha bisogno per esistere e per essere corretta) e anche affetta da ipertrofia dell'ego... Insomma nulla di nuovo... Aspetto nuovi complimenti, di questi ormai ne sono stufa!!!


P.S: XXX (anche qui censuro il nome), "strillato" non mi piace. Avrei preferito che tu avessi usato "urlato" lo trovo molto più poetico, lo strillo mi fà pensare ai galli. Comunque grazie per essere stato la mia musa ispiratrice.

giovedì 16 febbraio 2012

Pensieri e Sospensioni

Non so come mai, ma da quando sono rientrata dalla mia piccola fuga, mi sembra che nulla sia mutato. Se lì stavo tendenzialmente bene, rilassata nella frenesia, tranquilla, coi pensieri in parte belli che offuscati, ora torno a percepire un lieve malessere fastidioso. Vuoi che la presunzione di taluni individui, la loro sicurezza mi ha portato da un lato a sorridere per la loro stoltezza, dall'altro a un nervoso con base fissa nello stomaco e la gastrite nervosa è bella che ritornata a galla. In casa ho ancora un libro in attesa di occhi, cuore, animo e mente che sappiano leggerlo per quello che merita, ma ora nasce spontanea la domanda: merita questa lettura? Merita questo pensiero, che per carità ho fatto con tutto il desiderio istintuale del momento, ma che da settimane giace in un cassetto in attesa del nuovo padrone, ma questa indifferenza, questo essersi, probabilmente, dimenticato dell'esistenza di questa perla di saggezza letteraria (ok che non sa di che libro stia parlando ma teoricamente gli avevo detto che dovevo dargliene uno preso proprio pensando che fosse giusto per lui)? Come ci si può dimenticare di quello che potrebbe essere inteso come regalo, pensiero o come vi pare?

XXX (censuro il nome altrimenti si sente usato), come puoi ben leggere, posso non averci pensato lì in "vacanza", ma appena sono tornata questa cosa lasciata in sospeso mi è tornata alla mente, quindi mi dispiace che tu sia costretto a leggere per l'ennesima volta riferimenti a qualcuno che probabilmente non digerisci o non so che effetto ti possa fare, sapere che sono ancora tendenzialmente mentalmente impegnata. Purtroppo quando qualcosa resta in sospeso sarebbe giusto concluderla o continuarla come meglio si può, sempre che ci sia il tempo, gli strumenti e le possibilità oltre che la voglia di entrambi di dare un finale, nel bene o nel male alla sospensione rendendola finalmente non sospesa (mi sono un tantino persa e spero che almeno tu abbia capito che diavolo stia scrivendo). Avrai anche ben compreso che di mentire non sono capace, mi sono stancata di censurarmi, soprattutto nel blog che reputo un'ottima valvola di sfogo, specie in questi momenti in cui ho il cervello pieno di pensieri, di ipotesi, di film, di nervoso, di paure e di tutto quello che può, normalmente, riempire la mente di una persona normale in un periodo di tempo decisamente più breve.

I'm so sorry!!!!

mercoledì 15 febbraio 2012

Stop all'autocensura.


"Mi riempi la testa come solo una persona assente sa fare" S. Kane


Devo assolutamente smetterla di autocensurarmi!
Come si spegne il cervello?
Come si riattiva l'istinto?
Come si abbattono muri?
Come si aprono lucchetti?
Come si sbrogliano grossi catenacci?



Premetto che sono alquanto stanca, ho mal di testa, gli occhi mi danno noia, non dovrei stare al pc, non dovrei leggere, fino a lunedì sarebbe meglio se riposassi gli occhi, ma come si fà? Devo lavorare e svuotare la mente, certo la mia mente, quei pensieri che non mi lasciano dormire, che non mi lasciano possibilità di vivere serena, quel pensiero fisso che mi divora ogni singola cellula neurologica ancora funzionante che mi rimane. Ammetto che all'inizio come sempre non mi aspettavo nulla, ero totalmente priva di attrazione fisica, priva di ogni sorta di emozione, non mi interessava, non lo vedevo, i miei occhi mentali erano belli che chiusi, la mia ricettività era pigiata sull'off e adesso? Eh eh eh non ci capisco più nulla, ma giusto per iniziare con l'abolizione dell'autocensura mi piacerebbe a sommi capi citare quanto mi ha fatto pensare che forse mi stavo (è giusto parlare al passato se ancora oggi qualcosa la percepisco?) legando in maniera troppo... troppo già dice tutto: "...sei la prima a dire che non c'è una relazione in corso per come la si intende (perchè non ricordo di aver detto una cosa del genere? Perchè tendo a dimenticare le cose che non voglio ricordare e ricordo quelle che non vorrei ricordare?) e ti dò ragione (prima botta dritta nello stomaco, prima sensazione fastidiosa), quindi non capisco questo tuo bisogno di capire (o qualcosa di simile, non è che mi ricordo tutto alla perfezione, già è tanto che a sommi capi mi sia ricordata qualcosina)."
Premesso ciò, mi pare di avere solo chiesto se avesse voluto ancora vedermi e sentirmi, però magari ricordo male, di solito non ricordo mai la mia parte... Quindi è ragionevole anche l'essermi censurata sul momento e l'averlo fatto anche sul mio blog (si presume che continui a leggere il mio blog, almeno credo, visto che prima lo faceva e su fb legge i miei stati), perchè poi mi son dovuta sentir dare della pesante, che stava dando importanza ad una persona di cui non mi sarebbe dovuto importare, che si è autodefinita menefreghista o perlomeno ha colto al balzo la definizione che la sottoscritta gli ha affibbiato con ragione veduta. Poi l'altra notte dopo che ho scritto un post con semi censura, seppure di tanto in tanto ho messo qualche frase che un pizzico avrebbe potuto indurre l'interessato a riflettere sul fatto che stessi parlando di lui, toh ecco che mi contatta, allora mi domando: cos'è? Sarò pesante, ma l'unica cosa che mi pare di chiedere sin da subito è chiarezza, senza di essa se me lo si consente, il mio cervello fabbrica film degni di oscar, mi illudo e non è giusto e tanto meno bello, mi precludo a tutto e a tutti, evito di conoscere altri uomini, perdendo interesse pure in chi potrebbe minimamente interessarmi. Questa altalena, questo gioco, questo gatto col topo mi sta stufando. Sìì chiaro dimmi che cosa vuoi e facciamola finita. Cos'è alla nostra età devo comportarmi come i bimbi delle medie e scrivere su un foglio: vuoi stare con me? Con annesse due caselle con il SI e il NO? O peggio ancora la domanda schietta: perchè non vuoi provare a instaurare una relazione con me? Perchè hai precisato che non fosse una stramaledettissima relazione per come la si intende? Cosa siamo stati, scopamici, bhè mi dispiace, ma mi sentirei offesa se solo tu lo pensassi, prenditene un'altra se vuoi qualcosa di simile. C'era sintonia, la stessa solitudine, la stessa asocialità, gli stessi interessi più o meno, non uguali, ma simili, avevi da darmi qualcosa e io da darne a te. Che sia paura?
Ok, capisco che ultimamente possa averti lanciato messaggi di rinsavimento comportamentale, ti sarò sembrata amichevole e disponibile come prima, bhè non lo sono. Sono fottutamente brava a mentire, lo sono talmente che faccio fatica ancora a capire quando lo faccio con me stessa, quindi ora che non mi sto più censurando che cosa decidiamo di fare? Com'è possibile che non ti abbia trasmesso nulla? Com'è possibile che abbia capito tutto male? Può essere che mi sia totalmente illusa? Non ci sto capendo ancora nulla, appari e scompari, e ho ancora voglia di farti regali, perchè mi farebbe piacere trasmetterti quell'amore incondizionato che sento per i libri, chissà se hai letto qualche altro capitolo di quello che ti ho dato... Oggi volevo prendertene un altro e un altro ancora. Ti penso troppo e sbaglio, quindi fuggo velocemente sperando che un pò il tutto vada a scemare. Sono consapevole che avrei voluto scrivere diversamente, avrei voluto scrivere altro, sono consapevole pure che dovrei dirtele in faccia o perlomeno in un modo differente dello sputtanare il tutto sul blog  (tanto nessuno sa di te... ti ho tenuto segreto ai più... mi sputtano da sola) alla mercè di chicchessia, ma oh io sono capace di fare bene poche cose, una di queste è scrivere, quindi la sfrutto a mio vantaggio
. Non sono innamorata, ma potrei benissimo divenirlo se solo mi si desse la possibilità, cosa che mi sa che non avrò, quindi ho speso vista e minuti a scrivere stronzate su di te, incasinando la scrittura senza darle una forma, una linearità, senza definire bene il perchè della frase in grassetto iniziale... Quanto sono stupida!!!

martedì 14 febbraio 2012

Riassunto di un mese di merda e di una tranquillità assurda

Premetto che non è la giornata che mi spinga a scrivere, che sia San Valentino o il San Gismundo di turno non è che mi cambi la vita. Semplicemente mi sono appena resa conto che sto avendo un mese orrendo. Una settimana di herpes (per mia fortuna se ne è andato), successivamente, se non in contemporanea, ennessima influenza (che ancora mi debilita), e oggi ciclo, lo stesso che mi ha svegliato alle 8.45 (scusate ma per me questa è l'alba) causa dissanguamento e dolori in corso. E dopo una nottata passata a tossire e vomitare non vi dico come mi sento, anche perchè dubito vi interessi particolarmente. Al momento, proprio ora, per intenderci, mi sono resa conto che sono nuovamente sola, mia madre se ne è andata da questo pomeriggio presto dai vicini, dove la raggiungerò per una cena tristissima a base di cinese e una compagnia sì allegra, ma che in queste condizioni non sopporterò minimamente, mia sorella è a Londra con mio cognato ed io non ho nemmeno Zeus che mi gironzola intorno alla ricerca di coccole o biscotti, in effetti è già da un pò che lui non c'è, se durante i primi tempi dalla sua dipartita,  mi pareva di udire il ticchettio delle sue unghiette, il suo respiro, il suo calore ai piedi del letto, ad oggi non riesco nemmeno a percepire quel rimasuglio post morte. Sento un freddo intenso. Una solitudine che stranamente non mi pesa particolarmente, un pizzico di apatia unito a un senso di anoressia emozionale intenso, eppure 'sto bene, mi vergogno pure, ma sono felice, perchè totalmente in pace con me stessa. A che pro cercare qualcosa che non mi appartiene? A che pro accontentarsi di false speranze? A che pro avere bisogno di qualcosa che non mi manca? Certo sono ancora combattuta sul prendermi o meno un altro cane, al momento opto per il no, sia perchè mia madre non è psicologicamente pronta, e sinceramente non lo sono troppo nemmeno io, sarebbe un rimpiazzo e non mi va che ciò avvenga... La medesima cosa penso valga anche per un eventuale "fidanzato". Se sono single da 9 anni un perchè ci sarà... A prescindere dai vuoti a perdere conosciuti sino ad ora, ma cos'è che dovrebbe portare di diverso nella mia vita? Certo qualche emozione che poi nel giro di qualche mese diverrebbe abitudine, e non è cinismo, è realtà la mia, non è che non abbia avuto una relazione "seria" sino ad oggi. Ne ho avute e son certa che sono più felice oggi che in passato. Sarà l'età, sarà l'influenza, sarà pure 'sto San Valentino, ma oh fanculo a tutti ma io sto bene!!!

lunedì 13 febbraio 2012

Penelope

Non sarò mai come Penelope, sono anni che mi ripeto questa tiritera. Che senso ha stare ad aspettare un giorno, una settimana, un mese, un anno o venti che l'Ulisse di turno torni e/o arrivi a destinazione?
Ma poi, quanto senso ha l'attesa? Ci sono delle volte in cui l'attesa è piacevole, è bella, è fremente, ma poi ci sono delle altre in cui diviene nettamente snervante, pesante, deleteria e dolorosa. Allora mi chiedo, perché questi grandi uomini che ci hanno lasciato pietre miliari nella letteratura di vario genere, sì perché se si fa un pò di mente locale ecco che compaiono varie eroine di turno che prendono le fattezze di Penelope, che attendono il ritorno del marito o del principe azzurro, basti vedere Biancaneve, che è costretta a dimorare nel mondo dei sogni nell'attesa che un principe X vada a risvegliarla con un bacio, poi c'è anche la Bella Addormentata, ah bhè lei ha avuto la sfiga di essere terribilmente curiosa ed ecco che una puntura che ad oggi porterebbe immediatamente ad una puntura di antitetanica in quel contesto la porta, anche lei, nel regno dei sogni, e attende centinaia di anni, mantenendo inalterata la sua bellezza in maniera tale (favole!) che il principe di turno si svegli una mattina e dica "Oh! Una Principessa ha bisogno di me!". Ma fatemi il piacere! Perché dobbiamo essere noi ad aspettare? E l'attesa dei 9 mesi per mettere al mondo un bambino, l'attesa alla posta per pagare le bollette (alla posta vedo sempre donne, tranne quei poveri nonnetti vedovi che non hanno nessuno a cui delegare il fastidioso compito), l'attesa alle casse del supermarket, l'attesa davanti la scuola dei figli, ma non siamo ancora stanche? Bhè non so voi donnine mie belle, ma io sono veramente stanca. Stanca di aspettare una telefonata, stanca di aspettare un messaggio, stanca di aspettare qualcosa che sono consapevole non ci sarà mai. E allora perché come Penelope intreccio i miei pensieri, li sbroglio e li reintreccio ancora e ancora in attesa che qualcosa possa cambiare? Maledetto pensiero non fisico che mi martelli nella mente, maledetto pugnale che trafigge e squarcia l'anima...


PENELOPE TI ODIO!







Noemi & Fiorella Mannoia - L'amore si odia

Vieni qua, vieni qua, che ti dovevo dire
tutte quelle cose che, cose che, non hai voluto sentire, soffrire, godere o finire.
Vieni qua, vieni qua, sempre la stessa storia
un equilibrio instabile, instabile, che crolla al vento di una nuova gloria, l'amore si odia.
Ah, se fosse così facile, ah, se fosse ancora innamorato di me
ed ogni petalo, sai, si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei diluvio sopra ogni cosa
ma tu non meriti più un battito di questa vita
per tutto quello che conta, se conta, sei come colla tra le dita.
Vieni qua, vieni qua, io ti volevo bene,
ma riparlarne è inutile, inutile, non ha più senso pensarti, capire, provare o sparire
Vieni qua, vieni qua, le solite parole
di un sentimento fragile, fragile, come l’asfalto consuma la suola, l'amore si odia.
ah, se fosse tutto facile
ah, se fosse ancora innamorata di te
ed ogni petalo sai
si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei
diluvio sopra ogni cosa
ma tu non meriti più un battito di questa vita
che tutto quello che conta
se conta
sei come colla sulle dita
ed ogni petalo, sai, si finge di essere una rosa
per ogni goccia vorrei diluvio sopra ogni cosa
ogni cosa
ma tu non meriti più un attimo della mia vita per tutto quello che conta
se conta, sei la mia impronta sulle dita.

giovedì 26 maggio 2011

Domande, domande e ancora domande...

Maledetto sia il virus intestinale, ok dopo questa affermazione che è tutto un dire, visto e considerato che ho perso due giornate lavorative e altri cinquantamila impegni, posso scrivere di qualcosa che la settimana scorsa ho sentito in radio mentre tornavo dal lavoro. Il dj di turno chiedeva agli ascoltatori quale di questi due detti

1. Chi si assomiglia si piglia
2. Gli opposti si attraggono

sia il più efficace. Se mi guardo intono vedo che mia sorella si è "presa" un ragazzo simile a lei: geloso, possessivo, burlone, sbadato, quindi sul punto 1 hanno molto in comune, sul punto 2 caratterialmente sono opposti, lei espansiva e coccolona, lui il suo opposto. Ma tolto l'esempio vicino alla sottoscritta, se mi guardo intorno, basandomi solo sulle sensazioni superficiali, lavorando a stretto contatto con le persone noto un forte numero di coppie bizzarramente assortite, di rado due simili stanno assieme, usando la percentuale potrei benissimo dare un bel 70% alle coppie assortite e un 30% (son stata buona) alle coppie simili che vedendole viene spontaneo il classico "sono fatti l'uno per l'altro".
Quindi nasce naturalmente la domanda: ma cos'è che spinge due persone simili a stare assieme, se ambedue sono cosi prevedibili e, d'altra parte, cosa spinge due persone che non hanno praticamente nulla in comune a stare assieme, proprio partendo dal pressupposto che essendo diversi, differenti possano essere gli obiettivi, i pensieri e i modi in cui si vive una relazione?
Bah... Ennessima domanda che si aggiunge al mio personale carrello della spesa, prendo e porto via, prima o poi, forse, riuscirò a dare una risposta a qualcuna di queste domandine da pippaiola di professione...

mercoledì 20 aprile 2011

Tutto tace


Tic Tac
Tic Tac
Tic Tac


I minuti passano sin troppo lentamente, diventano ore e a seguire giorni. Sole e Luna si alternano nel cielo. Le stelle ancora non si scorgono, il caldo e il freddo stanno ancora lottando tra di loro. La gola mi brucia, sono tornata a vedere, ma a che serve se non posso annegare lo sguardo in un mare autunnale con quelle sfumature verdi e grigiastre? Torno a fuggire, conto con frenesia i minuti, le ore e le giornate che mi separano da quel bus e quelle quattro ore di viaggio, il lettore mp3 è quasi pronto non c'è una canzone, perchè non c'è mai stata l'occasione di averne una, ma non importa, lo colmerò con quelle che mi annientano poco alla volta. Il block notes è pronto all'uso, Baudelaire si trova sempre nella mia borsa, non mi serve poi molto per annullare il mondo che mi circonda. Annientare il tutto è semplice, difficile diviene il dover annientare una cosa specifica, sentire la mancanza di risposte, il silenzio, il menefreghismo. Ma ora basta, sono stanca, esausta. Ho perso anche le parole, ed è la cosa peggiore. Mi stendo, chiudo gli occhi, canticchio una musica inesistente e ricordo, mentre tutto tace...

giovedì 14 aprile 2011

Domande, domande e domande...


Cos'è che rende una relazione quel tipo di relazione?


Quando parlo di "quel tipo di relazione" parlo di quella tipologia in cui ci si definisce "stare assieme" o "stare con". Cos'è che porta due persone a decidere di portare una qualsivoglia relazione verso quell'altro tipo? Ok, mi rendo conto che dovrebbe esserci inanzittutto una sorta di sentimento (?), ma basta solo quello o è una cosa che può benissimo venire col tempo, conoscendosi, eventualmente, un pò di più.
Con ciò non voglio dire che non sono mai stata fidanzata con qualcuno o qualcosa di simile, ci mancherebbe altro, però se riporto indietro la mente, e affogo nei ricordi, bhè... Ricordo che con uno dei miei ex tutto è nato per caso. Un appuntamento, un ritardo nell'altro che dovevo vedere, una sigaretta, la stazione come sfondo e una fuga col desiderio di conoscersi e lasciare gli altri dietro. Certo ero piccina, o almeno ad oggi mi vedo piccola, più istintiva, meno riflessiva, quindi magari era tutto più facile, almeno teoricamente. Se poi devo pensare ad un altro ex mi ricordo una conoscenza fugace, un passaggio rubato, un cambio di abiti e poi di nuovo in giro io e lui, il mare, la musica che innonda l'abitacolo, un lieve bisticcio con i comandi della radio e puff un bacio e tutto quel che ne consegue, quindi una relazione nata dapprima sotto forma di desiderio sessuale e successivamente sentimentalmente coinvolgente con tutti i pro e contro che il sentimento comporta...
Quindi se esamino una relazione X dei 15 anni e successivamente una relazione X dei miei 17 mi rendo conto che le esigenze sono mutate, seppure di poco, e l'approcio è senza dubbio agli antipodi. Ok, lo ammetto, non ho una relazione fissa da 8 anni circa, quindi quelle mordi e fuggi avute sino ad ora le paragono a fuochi di paglia lasciata troppo tempo alla mercè del sole, i meccanismi sono più simili a secondo esempio, senza però avere tempo a sufficienza per giungere allo stadio successivo, da quì il bisogno di catalogare le storielle avute in questi anni come vuoti a perdere, in quanto dentro non mi hanno lasciato praticamente nulla, l'unica eccezione è data dal procio, ma con lui era una relazione non relazione, qualcosa di platonico, per nulla fisica (purtroppo), sicuramente con quell'altro punto forse sarebbe stata lievemente diversa, o forse no, non lo posso sapere, non ho poteri di preveggenza. Ricapitolando, la mia domanda è più che lecita. Se parto dal presupposto che partire dal desiderio sino ad ora non ha portato a nulla di buono, devo puntare sulle emozioni e i sentimenti? Allora stò fresca, come si suol dire dalle mie parti, i sentimenti, nel mio caso vengono sempre molto dopo, non sono una tipa da colpo di fulmine, mi viene da ridere al sol pensiero di qualcosa di talmente stupido. Sono troppo abituata a censurare l'istinto e ad affidarmi alla ragione ponderata.
Come al solito non sono arrivata da nessuna parte... Inutile dire che al momento mi viene alla mente l'immagine di un cervello in fumo con una miriade di punti interrogativi che lo circondano... Un pò come lo sgorbietto che ho appena disegnato velocemente col paint (sono pigra e non volevo usare photoshop) e che troverete più giù...
troppi pensieri

venerdì 8 aprile 2011

Coerenza+Testardaggine VS Testardaggine+Coerenza

coerenza [co-e-rèn-za] s.f.

  • 1 Coesione, compattezza; in ling. testuale, congruità semantica delle componenti di un testo
  • 2 fig. Conformità tra le proprie convinzioni e l'agire pratico: c. morale; connessione logica; mancanza di contraddittorietà: c. di un discorso
  • • sec. XVII
Ah la coerenza, quanto mi piace questa parola... C'è chi ce l'ha e c'è chi ne è totalmente o quasi privo, il problema nasce quando chi possiede la coerenza e anche bello colmo di testardaggine ed è così che nascono discorsi che si ripetono all'infinito, come quel dito che spinge in continuazione rewind-play-rewind-play-rewind-play... Affinchè possa vedere, il possessore, all'infinito frame di immagini che in seguenza paiono comparire e scomparire e comparire ancora una volta andando ad annullare tutto quello che c'è prima o dopo. Come si può sconfiggere, annientare o sottomettere uno dei due disputanti? Uno dei due deve necessariamente mollare la presa, sottomettersi ai fini della causa, seppur perderebbe coerenza e smusserebbe la testardaggine, comesi decide quale dei due deve abbandonare la lotta? E siccome ci tengo a non abbandonare la mia coerenza mi scrivo un dialogo che possa ricordarmi la mia amica coerenza e la sua compagna testardaggine:

Indice: x = maschietto; y = donna

X: Sbagliamo insieme?
Y: Dipende dal tipo di errore che vuoi commettere in mia compagnia.
X: L'unico che possiamo commettere..
.

Y: Cioè?
X: Non ci vuole tanta immaginazione per capire...
Y: Ah... Speravo fosse qualcosa di diverso... Vabbè allora passiamo ad altro...

venerdì 25 febbraio 2011

Le domande delle 2.37

Qual è la distanza che intercorre tra una relazione fine a sé stessa e una che inizia ad avere qualche lieve malessere? Quanto è giusto cercare la freddezza per evitare ciò che assilla la mente? Quante volte si possono commettere gli stessi sbagli, pur avendo capito la prima volta che non si dovrebbe agire così? Dalla molestia al corteggiamento il passo è breve? Quanto è giusto conoscere più uomini/donne in contemporanea? Qual è la concezione più adatta al tradimento? E' considerato un tradimento il portarsi a letto un altra/o donna/uomo o anche il solo coinvolgimento emotivo basta e avanza per far sì che la parola abbia un suo perché nel caso? Sarà il cicchettino di grappa ai frutti di bosco che mi rende così dubbiosa o è il preciclo che incombe come la morte con la sua falce e il mantello nero? Perché non sto più scrivendo? Perché F. continua a chiedermi di fare l'amore con lui se è fidanzato e afferma di amare la sua donna? Perché F. (l'altro) si ostina a volermi vedere a tutti i costi se è ben conscio che io non sono nemmeno un briciolo della donna che vorrebbe? Sarebbe giusto partire per andare a trovare una persona che non si è voluta nella vita? E a tal proposito quanto è giusto rinfrescare la memoria andando a pescare nel ricordi del passato una sola mattinata falsa e sbagliata? Perché ho un capello bianco e uno nero in mezzo a una marea di capelli castani?

Se qualcuno ha un briciolo di risposta vi prego fatemela sapere. Buona notte.

martedì 25 gennaio 2011

X e Y un equazione stabile o instabile

Da qualche tempo penso ai rapporti di coppia. Fino a qualche tempo fa si tendeva a fidanzare e/o maritare la prole con chicchessia, basandosi non tanto sul sentimento quanto sulle alleanze politiche, sulla dote,quindi su una questione economica o su altri fattori che non sto ad elencare. Ancora oggi in alcuni paesi del mondo vige ancora questa usanza. In Europa invece ci si fidanza e/o sposa per amore, almeno teoricamente, in quanto se si va a fondo un buon 30% di donne o uomini si sposano per interesse monetario, per salire di livello sul fronte lavorativo, un buon 30% si sposa per via di gravidanze indesiderate con annesso rifiuto all'idea dell'aborto, e se vado a riflettere ancora un pochetto sulla questione altre motivazioni non sentimentali, penso che ne troverei. Quindi mi domando cosa ci possa essere di sbagliato nell'intraprendere una relazione senza essere sentimentalmente impegnati, mi spiego meglio: se tizio X frequenta tizia Y per un pò di tempo, fanno sesso, si trovano bene assieme, hanno i loro spazi e tempi, non sono prettamente una coppia da sbaciucchiamenti in pubblico e/o mano nella mano, insomma cosa vieta questo X e Y, questo duo a provare, tentare, di consolidare o distruggere in tutto questa relazione non relazione? Lo trovo un ragionamento alquanto sensato, maturo e logico, non riesco a vederci poi troppi malus, certo X o Y possono finire per innamorarsi del partner ed essere rifiutati, ma alla fine si è consapevoli che è un consolidare o un distruggere il rapporto, che altresì sarebbe uno di quelli al 60% in cui si sta bene assieme, si è maturi nello lasciare il giusto spazio, si è attratti, ma non si ha il coraggio di tentare altre vie... Voi lettori (se ce ne sono) che ne pensate?