venerdì 6 marzo 2015
Citazione De Filippo
Io ti dico che l’uomo è uomo quando non è testardo.
Quando capisce che è venuto il momento di fare marcia indietro, e la fa. Quando riconosce un errore commesso se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze, e non cerca scuse. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura.
Eduardo De Filippo
Citazione Caddy
Eileen Caddy
Scelgo di vivere per scelta
e non per caso.
Scelgo di fare dei cambiamenti,
anziché avere delle scuse.
Scelgo di essere motivata
non manipolata.
Scelgo di essere utile,
non usata.
Scelgo l’autostima,
non l’autocommiserazione.
Scelgo di eccellere,
non di competere.
Scelgo di ascoltare la voce interiore,
e non l’opinione casuale della gente.
Pensieri di una (delle tante) notte insonne
Ci sono notti e altre notti, quelle notti che non ti fanno bene, quelle notti in cui il pensiero costante di qualcuno non ti lascia respirare, nonostante tu stia cercando di non pensarci, stia cercando di distrarti, nonostante tu possa fare qualunque cosa, anche quella che preferisci, basta una canzone della playlist al momento sbagliato, una poesia, una citazione o una singola parola per creare nuovamente scompiglio e nonostante tu possa aver cercato di nascondere quel pensiero, di accantonarlo come si fa nelle vecchie soffitte con qualcosa di ormai inutilizzato o inutilizzabile eccolo che rispunta. Una sorta di palla di pelo che per pigrizia hai nascosto sotto al tappeto in attesa della visita di qualche parente o amica nella tua dimora. Sorrisi falsi, risate non di pancia, parole astiose, conoscenze futili e inconcludenti perché alla fine quel pensiero ti rende sempre succube, ti incatena. E non basta la volontà, no, non bastano nemmeno i giorni che inesorabili passano lenti, non basta proprio nulla, quando quel pensiero torna ti ritrovi sempre con gli occhi colmi di lacrime, torni a domandarti cose che sarebbe meglio non domandare, continui a incolparti di qualunque cosa perché sei l'unico essere con cui puoi prendertela, l'unica presente concretamente. So che la ferita inflittami prima o poi passerà, so che prima o poi l'idea di uscire con un altro non mi farà venire la pelle d'oca o la nausea, prima o poi tornerò ad uscire e a rincorrere i raggi di sole che illuminano i marciapiedi invece di scansarli a costo di rabbrividire, perché il sole con la sua allegria non lo posso sopportare, non ancora almeno, prima o poi tornerò in quei luoghi che adesso evito perché mi potrebbero solo fare male, troppo male, evito nuovamente anche di soffermarmi troppo tempo sotto casa, perché il ricordo è troppo nitido, il ricordo del primo appuntamento e di quei baci infiniti e il ricordo delle ultime lacrime mie e sue in comune. Ora restano le lacrime che scendono libere, ancora una volta scendono senza sosta. Mi dico che ci può stare, mi dico che va bene cosi, mi dico e mi racconto che è il processo che fa il suo corso, mi racconto che devo affrontarle per quanto brucianti possano essere. Quel vuoto e quell'oscurità devo farmele amiche, spazzarle non serve a nulla, nascondere l'infelicità e la tristezza sotto maschere di cartongesso va bene solo se si è in presenza di chi è stanco di sentire sempre le stesse cose, di chi oramai non sopporta più di vedermi piangente e sofferente. Ma almeno questa notte lascio ancora una volta che il dolore prenda il sopravvento, calo le maschere con tutto il peso che comportano, mi libero e lascio che quella che realmente sono venga fuori, almeno per un po'. Cosa ha scaturito tutto questo? La pioggia, amata e odiata pioggia, custode di ricordi e di lacrime. Pioggia che lava via il marciume dalle strade, la pioggia che ti obbliga ad uscire con un ombrello, la pioggia che lieve e fragorosa scende senza preavviso, la pioggia che porta freddo e buio.
...Ascoltavo la pioggia...
domandare al silenzio
quanti nastri di strade
annodavano il cuore.
...E la pioggia piangeva...
asciugandosi al vento
sopra tetti spioventi
di desolati paesi.
da "Ascoltavo la pioggia", A. Merini
E anche lei, una delle mie poetesse predilette mi accompagna in questo ennesimo mare di lacrime, ultime oppure no, non mi è dato saperlo, per ora prendo atto della loro esistenza, torno a prendere atto del dolore, della mancanza e di quello che ho cercato negli ultimi giorni di nascondere senza buoni risultati evidenti per me stessa, ma sicuramente positivi per chi sta male nel vedermi spenta, morta, misantropa e assente più del normale. Risuona nell'aria il fischio di un treno in lontananza e un pensiero, un ricordo, un volto compaiono senza sosta in un parossismo di dolore e amore.
giovedì 5 marzo 2015
Ugo Foscolo
Perché taccia il rumor di mia catena
di lagrime, di speme, e di amor vivo,
e di silenzio; ché pietà mi affrena
se di lei parlo, o di lei penso e scrivo.
Tu sol mi ascolti, o solitario rivo,
ove ogni notte amor seco mi mena,
qui affido il pianto e i miei danni descrivo,
qui tutta verso del dolor la piena.
E narro come i grandi occhi ridenti
arsero d’immortal raggio il mio core,
come la rosea bocca, e i rilucenti
odorati capelli, ed il candore
delle divine membra, e i cari accenti
m’insegnarono alfin pianger d’amore.
U. Foscolo
Axel Rudi Pell - "Heartbreaker"
Axel Rudi Pell - Heartbreaker
Not long ago we saw each other
For the first time at a show of a friend
We talked for hours in a round
We were glad that we've been found
And the sparkle in your eyes
Tells me (for) sure you don't know why
You left me alone
You're my Heartbreaker
I'm lost in the shadow of love
Heartbreaker
Alone and ready to fight
We shared the years, we shared each moment
Everyday on the phone late at night
You changed your mind, your heart was blinded
By your thoughts, that wasn't right for us
But the sparkle in your eyes
Makes me hope love will survive
And you'll come back to me
You're my Heartbreaker
I'm lost in the shadow of love
Heartbreaker
Alone and ready to fight
You're my Heartbreaker
I'm lost in the shadow of love
Heartbreaker
Alone and ready to fight
You're my Heartbreaker
I'm lost in the shadow of love
Heartbreaker
Alone and ready to fight
You're my Heartbreaker
I'm lost in the shadow of love
Heartbreaker
(Alone and lost) forever
You're my Heartbreaker
Don't leave me, don't (...)
Heartbreaker
Alone and ready to fight
Don't leave me alone
Lettere di altri tempi (Ludwig van Beethoven)
6 luglio 1812, di mattina
Mio angelo, mio tutto, mio io.
Solo poche parole per oggi e addirittura a matita (con la tua) — Non sarò sicuro del mio alloggio sino a domani; che inutile perdita di tempo è tutto ciò! — Perché quest’angoscia profonda, quando parla la necessità — il nostro amore può forse durare senza sacrifici, senza che ciascuno di noi pretenda tutto dall’altro; puoi tu mutare il fatto che tu non sei tutta mia, io non sono tutto tuo? — Oh, Dio!, rivolgi il tuo sguardo alla bella Natura e da’ pace al tuo animo per ciò che deve essere — L’amore esige tutto e ben a ragione, così è di me per te, di te per me — Ma tu dimentichi così facilmente che io debbo vivere per me e per te. Se fossimo completamente uniti, tu sentiresti questa dolorosa necessità, tanto poco quanto la sento io – Il viaggio è stato orribile.
Solo poche parole per oggi e addirittura a matita (con la tua) — Non sarò sicuro del mio alloggio sino a domani; che inutile perdita di tempo è tutto ciò! — Perché quest’angoscia profonda, quando parla la necessità — il nostro amore può forse durare senza sacrifici, senza che ciascuno di noi pretenda tutto dall’altro; puoi tu mutare il fatto che tu non sei tutta mia, io non sono tutto tuo? — Oh, Dio!, rivolgi il tuo sguardo alla bella Natura e da’ pace al tuo animo per ciò che deve essere — L’amore esige tutto e ben a ragione, così è di me per te, di te per me — Ma tu dimentichi così facilmente che io debbo vivere per me e per te. Se fossimo completamente uniti, tu sentiresti questa dolorosa necessità, tanto poco quanto la sento io – Il viaggio è stato orribile.
Sono arrivato qui soltanto ieri mattina alle quattro.
Siccome c’erano pochi cavalli, la diligenza ha scelto un altro itinerario; ma
che strada orribile! Alla penultima stazione mi hanno sconsigliato di viaggiare
di notte, hanno cercato di ispirarmi paura d’un bosco ma ciò non è servito ad
altro che a spronarmi — e ho avuto torto.
La vettura ha finito con lo sfasciarsi su quell’orribile strada, un semplice sentiero
di campagna senza fondo.
Se non avessi avuto quei due postiglioni, sarei rimasto per strada — Per
l’altra strada, quella solita, Esterhàzy con otto cavalli ha avuto la stessa
sorte che io con quattro — Tuttavia, in un certo senso la cosa mi ha anche
fatto piacere, come succede ogni volta che supero felicemente qualche ostacolo
— Ora voglio passare in fretta dagli eventi estrinseci a quelli intimi. Confido
che ci vedremo presto; ed anche oggi mi manca il tempo per dirti i pensieri che
ho rimuginato in questi ultimi giorni sulla mia vita — Se i nostri cuori
fossero sempre l’uno vicino all’altro, non mi capiterebbe certo di avere simili
pensieri. II mio cuore trabocca del desiderio di dirti tante cose — Ahimè – ci
sono momenti in cui sento che la parola è inadeguata — Cerca di essere serena —
e sii per sempre il mio fedele unico tesoro, ii mio tutto, come io lo sono per
te. Sono gli dèi che debbono provvedere, qualunque possa essere il nostro
destino.
Il tuo fedele Ludwig
7 Luglio 1812
A letto i miei pensieri sono già rivolti a te, mia amata
immortale, ora lieti, ora di nuovo tristi, nell'attesa che il destino esaudisca
i nostri desideri, posso vivere soltanto unito strettamente a te, non
altrimenti, sì, ho deciso di errare lontano finché non potrò volare nelle tue
braccia e sentirmi perfettamente a casa accanto a te e lasciando che la mia
anima, circondata dal tuo essere, entri nel regno degli spiriti.
Purtroppo così deve essere, ti rassegnerai, tanto più conoscendo la mia fedeltà
verso di te, nessuna altra donna potrà mai possedere il mio cuore, mai, mai.
O Dio perché doversi allontanare dall'oggetto di tanto amore, la mia vita a V. è ora miserevole.
Il tuo amore ha fatto di me il più felice e nello stesso tempo il più infelice
degli uomini, alla mia età avrei bisogno di vivere in modo uniforme senza scosse,
ma è ciò possibile nella nostra situazione?
Angelo mio, mi dicono ora che la posta funziona tutti i giorni quindi chiudo
affinché tu possa ricevere la lettera al più presto.
Sii calma, solo contemplando con serenità la nostra esistenza potremo raggiungere
il nostro scopo di vivere insieme.
Sii calma – amami – oggi – ieri.
Quanta nostalgia, quanto rimpianto di te, di te, di te, mia vita, mio tutto.
A presto, ti prego continua ad amarmi, non smentire mai il cuore fedelissimo
del tuo amato.
Ludwig
Eternamente tuo
Eternamente mia
Eternamente mia
Eternamente nostri
Citazione Nin
«Disprezzo la mia stessa ipersensibilità, che esige tanta rassicurazione, ma nello stesso tempo mi rende così consapevole della sensibilità altrui. Il mio bisogno di essere amata e capita è certamente anormale. Forse io trovo fiducia in me stessa cercando di conquistare gli uomini. O forse sto corteggiando il dolore?».
Anaïs Nin, “Henry e June”
domenica 1 marzo 2015
Lettera n°50
La vita, non ti da le persone che vuoi. Ti da le persone di cui hai bisogno: per amarti, per odiarti, per formarti, per distruggerti e per renderti la persona che era destino che fossi.
Albert Einstein
Non so cosa tu stia facendo, probabilmente sei uscito coi tuoi amici o con una nuova conquista o chissà cosa, mi interessa ma al contempo non mi interessa. Dualismi ancora questi fottuti dualismi. Ti odio e ti amo, ennesimo dualismo. Ti maledico e ti benedico. Ti auguro ogni male di questo Mondo e anche tutto il bene di questo Mondo. Un momento prima ti sputerei in faccia e quello dopo vorrei semplicemente baciarti. Non so cosa direbbe Einstein se gli dicessi tutto di te: come ti sei comportato, cosa mi hai scritto, cosa mi hai detto, come io ti ho vissuto e cosa io ho sentito venire da te, lui non può esprimere alcun giudizio, ma chi ci tiene a me sì e, per quanto non ti abbiano conosciuto e, per quanto si basino solo su quello che ho voluto raccontare, oggi mi sono ritrovata a discutere e a giustificarti (tanto per cambiare). Delle tante cose che mi son state dette una mi si è ficcata nel cervello, un po' come la tua presenza, una sorta di parassita mentale, una sanguisuga che non ha alcuna intenzione di staccarsi dal punto che ha deciso di abitare: "Ti dico: gli uomini sono semplici. O sono innamorati davvero e allora lo capisci oppure sono infatuati, lo stato delle cose va bene, stanno con una ragazza, scopano, hanno tutti i benefici e ne godono e fanno il minimo per alimentare l'altra parte che sanno innamorata persa, perché sennò non potrebbero altrimenti". Ti ho giustificato a spada tratta, trovando una scusa (un po' come quelle che adducevi tu con me, perché a questo punto erano solo scusanti e nulla di più) a quasi tutto, ma una parte di me si è ritrovata purtroppo ad annuire e a dire "Cazzo ha ragione!". Per carità non ho mai messo in dubbio che tu ci tenessi a me, che mi volessi bene, ma è pure palese che non era sufficiente tant'è che hai deciso di non volermi nella tua vita e di non far parte della mia, scelta che hai giustificato con un "rispetto", ma rispetto di cosa? Mi hai mancato cosi tanto di rispetto in questi mesi con la tua codardia e lo fai adesso, dopo tutto quello che sai e conosci di me semplicemente te ne freghi altamente, continui la tua vita come se non fossi mai esistita. Che fine ha fatto la premura? Che fine ha fatto il voler bene? Che fine ha fatto quel "sei speciale" o "sei importante"? Che senso hanno quelle parole che mi hai scritto? Non ho mai avuto alcun ruolo nella tua vita se non quello della scaldacazzi (lo ricordi questo termine? Non lo conoscevo me lo hai fatto conoscere tu e adesso ci sta tutto.), sono stata una fottuta infatuazione, una che ti ha scaldato il letto, che ti ha amato e reso potente per quell'amore, sono stata uno dei tuoi vuoti a perdere, uno di quelli che adesso non ti serve più. Lo vedi? Divento cattiva se mi ci metto di impegno, ma nonostante tutto mi manchi e ti amo, già mi schifo da sola, ma la verità è che ancora ti amo. A differenza tua esco solo per andare in palestra, portare il cane a spasso o fare la spesa, ma in fin dei conti per te è sempre stato più facile, tu non hai messo in gioco proprio nulla. I conti con se stesso, se non si ama vengono via facilmente, il difficile è smettere di amare, il difficile è lasciarsi andare con un altro, il difficile è evitare di ergere muri e allontanare chiunque perché una sanguisuga ti ha fottuto la mente. Posso sfogarmi quanto voglio, potrei pure essere più cattiva, tanto tu queste cose non le leggi, ma tranquillo, casomai dovessi capitare di qui, sappi che questa è l'ultima, veramente l'ultima. Sono stanca. Adesso tocca a me prendere le distanze da te, nonostante ciò possa ferirmi, a te non produrrà nulla. Vaffanculo (e no non ti sto dicendo ti amo, questa volta proprio no).
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