domenica 26 luglio 2015

James Blunt - Goodbye My Lover


Did I disappoint you or let you down?
Should I be feeling guilty or let the judges frown?
'Cause I saw the end before we'd begun,
Yes I saw you were blinded and I knew I had won.
So I took what's mine by eternal right.
Took your soul out into the night.
It may be over but it won't stop there,
I am here for you if you'd only care.
You touched my heart you touched my soul.
You changed my life and all my goals.
And love is blind and that I knew when,
My heart was blinded by you.
I've kissed your lips and held your head.
Shared your dreams and shared your bed.
I know you well, I know your smell.
I've been addicted to you.

Goodbye my lover.
Goodbye my friend.
You have been the one.
You have been the one for me.

I am a dreamer but when I wake,
You can't break my spirit - it's my dreams you take.
And as you move on, remember me,
Remember us and all we used to be
I've seen you cry, I've seen you smile.
I've watched you sleeping for a while.
I'd be the father of your child.
I'd spend a lifetime with you.
I know your fears and you know mine.
We've had our doubts but now we're fine,
And I love you, I swear that's true.
I cannot live without you.

Goodbye my lover.
Goodbye my friend.
You have been the one.
You have been the one for me.

And I still hold your hand in mine.
In mine when I'm asleep.
And I will bear my soul in time,
When I'm kneeling at your feet.
Goodbye my lover.
Goodbye my friend.
You have been the one.
You have been the one for me.
I'm so hollow, baby, I'm so hollow.
I'm so, I'm so, I'm so hollow.

sabato 25 luglio 2015

Aspetto

Aspetto, passano i treni, il caso, gli sguardi.
Ma io non voglio i cieli nuovi.
Voglio stare dove sono già stato.
Con te, tornare.
Quale immensa novità tornare ancora,
ripetere, mai uguale, quello stupore infinito!
E finché tu non verrai, io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni, delle scie.
Immobile.
Pedro Salinas 

giovedì 23 luglio 2015

Till we ain't strangers anymore


Tell me who you think you see
When you look into my eyes
Lets put our two hearts back together
And we'll leave the broken pieces on the floor
Make love with me baby
Til we ain't strangers anymore

martedì 21 luglio 2015

Lettera n°70

Hai talmente idealizzato l'amore che adesso ti ritrovi a non riuscire più a scorgerne ogni sua sfumatura, ti paralizzi perché reputi quel po' che senti come un nulla in confronto a quello che vorresti o pensi di dover sentire. Non sono capace di quantificare il numero di volte che ti ho detto verbalmente o scritto questa mia opinione, ma oggi ci stavo ripensando prima di cadere nell'oblio acuto del sonno creato da un mix tra tristezza e caldo insopportabile. Mi sto trattenendo dal cercarti, non ne ho alcun diritto, e il semplice sentirne la voglia non è sufficiente, principalmente per me. Vorrei che fossi tu a cercarmi, ma so che non accadrà prossimamente, non dico mai, perché dire mai non ha poi troppo senso, tra te e me c'è un unico mai concreto ed è più che sufficiente a mantenermi, delle volte, coi piedi per terra. Però nell'oblio del sonno ultimamente ti ritrovo. Sei li, mi sorridi e sei bello da mozzare il fiato. Poi mi sveglio e torna a farmi compagnia la frustrazione pura e nuda. Dovrei andare avanti e credimi, ci sto provando, non sempre lo ammetto, ma ci provo quando sento di riuscire a sopportarne il peso. Delle volte invece mi lascio andare totalmente e mi ritrovo disarmata e dolorante, quasi febbricitante immaginaria. Ma il dolore dell'animo non lo si può descrivere facilmente, indi per cui concedimi la licenza poetica della sintomatologia delle malattie più comuni e concrete. Tu stai andando avanti lo so, ne sono certa e fai bene, era quello lo scopo, resta sempre lo scopo ultimo di questo distacco, di questo silenzio, di questa assenza: la tua felicità. Alla mia ci penserò quando sarà il momento, quando riuscirò a non pensarti cosi intensamente da percepire lo stomaco chiudersi e gli occhi velarsi senza sosta. 
Ho una voglia assurda di vederti, nonostante il mio, quasi certo, sentirmi un po' a disagio, contratta e rigida o ansiosa tanto da torturare qualunque oggetto detenga nelle mie mani. Ho voglia di tenere il tuo viso tra le mie piccole mani, accarezzarti le guance con la barba ispida e riempirti di baci. Voglie malsane, ne sono consapevole, ma che ci posso fare se ci sono? 
Scappare non avrebbe senso, ti porterei ovunque anche aldilà dell'Italia tu saresti con me. Se mi gettassi tra le braccia del primo che capita so già per esperienza che anche li, tu ci saresti, ecco devo partire da li, partire dallo smettere di tenerti qui (apro le braccia per farti capire che qui sarebbe ovunque e mi indico la testa perché da li inizia tutto, da li sei entrato senza fretta dieci mesi fa o giù di li). 
Spero che questo caldo sia di tuo gradimento, avrei voluto viverti anche in questa stagione, ma cosi non è stato e cosi non sarà. 

Je vais t'aimer


Je vais t'aimer
Comme personne n'a osé t'aimer
Je vais t'aimer
Comme j'aurais tellement aimé être aimé
Je vais t'aimer je vais t'aimer

Sposa cadavere senza arte ne parte.

La mia estate si sta prospettando più di merda rispetto a quelle che l'hanno preceduta, la mia amica domani ritorna in Germania, il mio allenatore dopo mercoledì mi lascia in balia di chissà chi, la palestra chiuderà il trenta di questo mese e quindi mi toccherà rimanere ferma per un mese buono e poi l'incognita per quanto concerne Settembre, trovare chi mi segua come si deve e che non lo faccia solo perché è il suo lavoro, ma perché comprende dove voglia arrivare con il duro allenamento mi porta solo a maledirmi per aver prolungato l'iscrizione fino al 2017 e mi maledico per non avere il coraggio di mollare tutto e andarmene il più lontano possibile dall'Italia. Ma qui a parte la famiglia, di cui, bene o male, potrei fare a meno, ho il mio cane e lui non riesco proprio a lasciarlo, viviamo in simbiosi da un anno buono e non me la sento proprio di lasciarmelo dietro le spalle, soprattutto perché è una mia responsabilità totale, ma portarlo dietro significherebbe lasciarlo da solo troppo spesso. Qui c'è chi amo e non mi ricambierà mai, non che cambi molto che vada via o rimanga qui quel punto non muta e non muterà mai. Di certo andarmene non porterebbe chissà quale cambiamento sconvolgente nella mia vita, mi porterei dietro il mio strascico di sposa cadavere senza alcun taglio deciso. Chi sono mi segue ovunque. Quindi resto qui. Immobile, in attesa di non so cosa, o in attesa di nulla. Apatica e spenta. Morta e senza futuro. Morta e senza speranze. Sposa cadavere senza arte ne parte. Sola con un cane che mi fa andare avanti perché è l'unico capace di amarmi in maniera incondizionata, ma non mi basta, a quanto pare non mi basta più come avrebbe potuto dieci mesi fa quando senza cercare ho trovato la mia distruzione.

Se solamente

SE SOLAMENTE
Pablo Neruda
Se solamente mi toccassi il cuore, 
se solamente mettessi la tua bocca sul mio cuore,
la tua bocca sottile, i tuoi denti,
e mettessi la tua lingua come una freccia rossa
là dove il mio cuore polveroso martella,
se soffiassi nel mio cuore, vicino al mare, 
piangendo,
suonerebbe con rumore scuro, 
con suono di ruote di treno assonnate, 
come acque vacillanti,
come l’autunno in foglie,
come sangue,
con un rumore di fiamme umide che bruciano il cielo,
suonando come sogni o rami o piogge
e sirene di un porto triste,
se tu soffiassi nel mio cuore vicino al mare,
come un fantasma bianco,
al bordo della schiuma,
in mezzo al vento,
come un fantasma scatenato, 
in riva al mare,
piangendo…

lunedì 20 luglio 2015

Lettera n°69


E' solo una foto che non dirà niente a nessuno, ma se l'ho scattata è perché mi ha colpito non solo la composizione tra portone, portoncino, balcone, scale e finestre varie, ciò che mi ha colpito è un benedetto numero che, puntualmente, mi riporta a pensarti. Probabilmente a te quel numero non dirà proprio nulla, ha significato solo ed esclusivamente a me, sono io, infatti che lo associo a te. Ma anche il luogo in cui ho scattato questa foto mi ricorda di te, mi ricorda il nostro primo appuntamento o quel che era, un semplice incontro sfociato in ore di baci sotto casa mia e colmo di una emozione che pensavo fosse trascinante ed evolutiva, ma che in realtà ha avuto inizio e fine lì, in quel frangente iniziale. A chi non piacciono gli inizi? Nessuno li detesta, sono quello che rendono una relazione, qualunque sia la natura di essa, un qualcosa di importante o meno. Il giorno in cui l'ho scattata ho dato per scontato che andare lì non avrebbe sortito alcun effetto nella memoria a differenza di quella panchina che non riesco ancora ad andare a fotografare, lì c'era qualcosa di concreto, la voglia di stare assieme, di condividere del tempo assieme fotografando a casaccio e parlando e ridendo. Eppure quel posto che ricordo con vento fortissimo, salsedine e due gatti pronti a combattere per il territorio e noi due, spettatori silenziosi in attesa di comprendere chi dei due lottatori avrebbe vinto, era uguale, ma al contempo differente. Non c'era un alito di vento, il mare era calmo come una tavola sulla quale si può cenare o pranzare tranquillamente, le strade piene di turisti e persone con macchine fotografiche attaccate al collo. Bambini allegri o addormentati. Giovani coppie innamorate e coppie datate. Diverso il contesto, diversa la compagnia. La fontana piena di persone, la piazza colma di bancarelle, nessuna sciarpa avvolta intorno ad un collo che non conosce. Mi si riempiono gli occhi se ci penso, ma sorrido anche, dualismi anche nelle emozioni che il ricordo di quella serata mi provoca dentro. Tranquillo, poi passa. Prima o poi non piangerò più, prima o poi mi lascerò andare con qualcun altro che sia disposto a darmi del tempo e ad amarmi come secondo te merito, a me le tue briciole, tutto sommato, bastavano. Mi rendevano felice, ma per te non era lo stesso. Ora lo so. Sono solo ricordi di ciò che è stato. Parto mentale personale di un qualcosa mai esistito realmente.

Fotografie Della Tua Assenza


Non guarderò 
mai più negli occhi 
la mia gelosia 
e tornerà 
l'indifferenza 
a farmi compagnia 
Fai spazio, fai spazio, fai spazio 
più che puoi 
più che se ne può fare 
Ognuno ha il diritto di dire 
ognuno quello di non ascoltare. 
Sono passati dei mesi 
e l'esperienza non provoca cambi 
che ad avvicinarci nel tempo 
ormai sono i danni, 
non sono più gli anni 
la vita che passa e va via 
vivendola meglio 
mi vendicherò 
scusa se non ti accompagno 
ma ognuno prende la strada che può 

Che anno era quando il temporale 
non voleva farci uscire più 
che giorno era, quale calendario, 
se ci provo non me lo ricordo 
e conto i giorni al contrario 
e come sempre la stessa innocenza 
mi sorprendo sempre quando 
troverò ogni parvenza 
di tracce tue e del tuo nome 
anche se vivo ormai senza 
fotografate da Dio in persona 
fotografie della tua assenza. 
Fotografie 

Mentre in molti 
si avvicinano a te 
senza riuscirci mai 
non riesco a dare forma ad un destino 
che si avvicini a noi 
ed ho così perso coraggio 
che è facile cadere in uno sbaglio 
e cerco tra tutta la gente 
almeno un tuo dettaglio 
ho in testa recrudescenze 
della tua ultima carezza 
e aspetto stordito con un sorriso 
mi dia la mia salvezza. 

Che anno era quando il temporale 
non voleva farci uscire più 
che giorno era, quale calendario, 
se ci provo non me lo ricordo 
e conto i giorni al contrario 
e come sempre la stessa innocenza 
mi sorprendo sempre quando 
troverò ogni parvenza 
di tracce tue e del tuo nome 
anche se vivo ormai senza 
fotografate da Dio in persona 
fotografie della tua assenza. 

Cosa ci sia dietro ad un segreto 
cosa davanti lo vedo 
e il viso triste sopra ogni dubbio 
non lo nascondo 
e se lo faccio 
sbaglio. 
Io sbaglio. 

Solo fotografie della tua assenza

mercoledì 15 luglio 2015

Salvami o uccidimi, ma ti prego: cercami.


L'impatto che una foto può avere è relativo e soggettivo a chi la sta osservando in un determinato momento. Tralasciando quello che la foto o meno racconti, non si può non considerare l'impatto emotivo che, a prescindere dal significato esplicito o implicito che vi sia al suo interno, trasmette nell'osservatore. Questa foto di Robert Wiles in cui vi è immortalato il suicidio di Evelyn McHale ci racconta un fatto, ci mostra un evento, ma tralascia quello che vi è dietro il gesto descritto. Fonti dell'epoca parlano di un breve messaggio di addio nei riguardi del suo fidanzato o ex fidanzato. E questo, se lo si conosce a priori porta l'osservatore a trarre una conclusione che sfocia nella passione, nel dolore, ma se non si conosce la storia (cosa che in realtà è, se si considera il periodo e i pochi elementi a disposizione o in circolazione ad oggi) può portare l'osservatore a dare una valenza differente o decisamente personale a quello che l'impatto emotivo  del fermo immagine ispira. Personalmente, ancor prima di conoscere la storia del breve messaggio, avevo già immaginato una situazione amorosa poco felice, contorta e dolorosa. L'atto stesso del suicidio di una giovane donna in quel periodo non mi fa pensare ad altro, non al momento, non per come personalmente vivo il mio attimo attuale. Delicati i lineamenti, elegante la posa anche nell'atto ultimo della vita. Doveva essere una donna bellissima Evelyn, voglio immaginare che fosse innamorata, immagino che lui non l'amasse o l'amasse troppo ma non glielo dimostrasse, questo dopo la lettura del biglietto, ma emotivamente avrei pensato ad un amore travagliato, non corrisposto o illegale, E sempre emotivamente mi sento un po' come Evelyn, precipito a lungo in brevi attimi temporali in un abisso oscuro in cui il dolore divora tutto quello che di buono o differente possa comparire come per magia. Anche una bella serata, alla fine, prima di coricare le membra sul letto, diviene un suicidio emotivo. La mancanza è palpabile, il dolore è cocente come il primo giorno, la voglia di lui mi annienta e mi lascia a boccheggiare aria malsana e impura. Precipito e mi suicido ogni volta che ne parlo, ogni volta che ci penso, ogni volta che lo desidero, ogni volta che mi impongo di non cercarlo. E urlo un "Salvami" con le labbra serrate e senza voce, nella speranza che le anime connesse comunichino tra di loro, nella speranza che sia lui a cercarmi e ad ascoltare quel grido di aiuto silenzioso che quotidianamente mi strozza la gola.