martedì 30 giugno 2015

Fëdor Ivanovič Tjutčev

Ancora mi struggo per l'angoscia dei desideri,
Ancora l'anima mia ti desidera,
E nella tenebra dei ricordi
Ancora io rivedo il tuo volto...
Il tuo caro, indimenticabile volto 
Che è sempre, e ovunque, davanti a me,
Così inafferrabile, così immutato
Come una stella nel cielo notturno...
Fëdor Ivanovič Tjutčev


Non posso aggiungere nulla in più a ciò che Tjutčev non abbia già detto. E' folle, me ne rendo conto, dovrei lasciarlo andare, ma non ci riesco, quel volto è ancora lì sempre impresso in un fermo immagine costante nella mia mente. Ombra tra le ombre rischiarata dal candore giallognolo di un lampione distante. Luce perduta.

lunedì 29 giugno 2015

BGeek 2015

Avevo scritto questo articolo, ma i giornali pugliesi hanno ben pensato fosse meglio evidenziare solo le cose belle dell'evento che spera di ricalcare le orme di Lucca. A distanza di due giorni trovo doveroso pubblicare online e pubblicamente quello che dovrebbe essere un resoconto dettagliato condito da una denuncia che non dovrebbe passare in secondo piano. La critica e la denuncia dovrebbe spingere gli organizzatori a fare meglio il prossimo anno, quello perlomeno l'augurio e la speranza. 

ZeroCalcare, Manara e BGeek: disorganizzazione e attesa infinita.
Prima giornata ricca di eventi per la capitale Pugliese. Un nutrito numero di giovani e non più giovani si è riunito fuori ai cancelli del Palaflorio di Japigia per poter partecipare attivamente a quella che per molti rappresentava l’opportunità di poter conoscere autori e organizzatori di un piccolo mondo, finora, ben conosciuto altrove.
L’ingresso era programmato per le ore dieci, e già qui il primo intoppo della giornata, per una disorganizzazione o un mancato “aprite i cancelli”, l’apertura e l’accesso all’evento ha avuto luogo mezzora dopo l’orario definito e pubblicizzato in ogni dove. Tuttavia trenta minuti non sono realmente nulla una volta all’interno del Palaflorio dove si viene immediatamente accolti da gruppi di Cosplayer o di Giochi di ruolo dal vivo che ti invitano a partecipare attivamente o a conoscere il loro piccolo mondo fantasioso.
Lasciati loro alle spalle ci inoltriamo nel vivo dell’evento, gli stand sono tanti, tra gadget, manga, fumetti, banchetti informativi, corsi o presentazione e conoscenza di fumettisti nostrani si entra nel vivo dell’attesa. La prima fila la si inizia per poter ottenere l’autografo dei già noti ZeroCalcare, Pierz e Yoshiyasu Tamura. Dalle undici di questa mattina fino alle quattordici inoltrate la fila era ancora lì, piccoli passi in avanti e una fila che non pareva aver mai fine. Eppure tutti quelli che erano in fila hanno ricevuto l’autografo tanto atteso mentre chi non era interessato poteva partecipare attivamente ai vari eventi interni, workshop, laboratori, giochi da tavolo, videogames o il semplice e puro shopping compulsivo.
Dopo una breve e veloce pausa pranzo inizia il conto alla rovescia per l’incontro con uno dei più famosi fumettisti italiani: Milo Manara. Tutti cercano informazioni su dove, come e quando avverrà l’evento. Si creano file dove non vi è nulla, mentre altri continuano a fermare collaboratori interni (riconoscibili da magliette arancioni o rosse con inciso il logo dell’evento). Dopo un lungo peregrinare in giro come trottole impazzite ecco che la fila sbuca dove non dovrebbe, la mappa indica un altro luogo del Palaflorio, ma comunque giovani e meno giovani si mettono in fila come piccole formichine ordinate in attesa del loro turno. Passano le ore e la fila piano piano procede. Giunti nei pressi dell’ambito e sospirato uomo, un organizzatore poco cortese blocca la possibilità, a chi per tre ore è stato pazienza e in fila, di poter ricevere l’autografo del nostro più importante fumettista. Iniziano gli strepiti e i lamenti, chi si finge malato passa avanti quelli che hanno atteso, i collaboratori e le guardie chissà come ricevono l’autografo senza aver atteso tutto il tempo dei fan che pazienti hanno rinunciato anche alla pausa bisogni fisiologici per non perdere il loro posto. E gli organizzatori? Non li possiamo chiamare tali. Manara è in imbarazzo, vorrebbe continuare a firmare poster, albi o cartoline, guarda i poveri fan bloccati, ne osserva il disappunto, ma ha altri impegni, un convegno lo attende a pochi passi da dove si trova ora, eppure gli amici di, o i parenti di continuano a scattare foto con lui e ad ottenere l’autografo che altri hanno atteso invano.
Disorganizzazione dunque, senza troppi giri di parole, resta semplicemente una disorganizzazione. Bastava rispettare gli orari o rimandare di due ore il convegno. Bastava una transenna un’ora prima per bloccare l’ondata di fan desiderosi di conoscere l’icona del fumetto erotico italiano e tanto amato e conosciuto in tutto il Mondo. Bastava veramente poco per far felici un po’ tutti.
Tra i delusi della giornata la denuncia è grave e pesante. Un organizzatore o presunto tale pare essere stato la causa di tutto, ma più che incolpare un singolo penso sia doveroso incolpare tutti quelli che hanno creato un disordine senza precedenti. Ancora una volta l’italiano medio amante delle raccomandazioni ha vinto su chi, invece, armato di pazienza, ha visto sfumare un piccolo sogno.
Si spera che domani sia migliore tutto e che, dagli errori di oggi, possano imparare a gestire meglio le piccole crisi, gli intoppi e i malfunzionamenti organizzativi.

A voi la libertà di leggere e prendere atto di tutto ciò. A voi la libertà di crearvi una vostra opinione al riguardo. Per chi come me era lì, lo scontento non è stato registrato in maniera positiva, cosi come la maleducazione di taluni elementi poco inclini ai bisogni di chi ha pagato e atteso per ore di ottenere un piccolo autografo svolazzante. Di cose belle ce ne sono state, ma le critiche sono state altrettanto numerose non solo per quello da qui descritto.

mercoledì 24 giugno 2015

Ricordi di baci, salsedine e foto.

(Il bacio riflesso di Elliot Erwitt)

Questa foto mi è sempre piaciuta, tant'è che uno dei primi libri fotografici che ho acquistato è proprio di Erwitt, e ancora non avevo intrapreso quell'amore viscerale per la fotografia cosi come adesso invece sento. Tornando alla foto, devo ammettere che mi ha sempre fatto sorridere, mi ha sempre creato un momentaneo benessere, quasi una palpabile felicità. Il sorriso della donna, quella felicità e radiosità che il volto lascia intravedere cosi nitidamente, il mare da sfondo a un amore che mi piace immaginare, consolidato, ricambiato, mai incasinato o rifiutato. Nonostante lui appaia rigido nella posa quegli occhi chiusi mi fanno pensare che anche lui ricambi quell'amore e quella felicità immortalata in un attimo di intimità di coppia. Quella felicità io stessa l'ho vissuta, non corrisposta, ma non importa, ero felice, entusiasta, colma di amore per entrambi, ero viva. Semplicemente viva. E anche uno dei primissimi baci in concomitanza della mia prima foto scattatagli aveva come sfondo il mare. Una panchina, delle barche attraccate, un piccolo porticciolo, la sera, un lampione e un'ombra appena rischiarata nei contorni che ormai conosco a memoria, seppur debba tracciarli, solo nella mia memoria. 
Ricordi di baci, salsedine e foto sotto un lampione dalla flebile luce

Tonino Carotone - Me Cago En El Amor


È un mondo difficile
E vita intensa
Felicità a momenti
E futuro incerto
Il fuoco e l'acqua
Concerto e calma
Sonata di vento
E nostra piccola vita
E nostro grande cuore
 
Porque voy a creer yo en el amor
Si non me entiende no me comprenden tal como yo soy
Porque voy a creer yo en el amor
Si me traiciona y me abandona cuando major estoy
No sabemos muy bien entre tu y yo
Y aunque parezca no tienes la culpa la culpa es del amor
 
È un mondo difficile
E vita intensa
Felicità a momenti
E futuro incerto
 
No puedo convencer a mi corazon
Si yo no dudo y estoy seguro que el tiene razon
No voy a asesinar esa sensacion
Si yo la quiero yo la deseo aunque me dè dolor
Yo no quiero sufrir pero aquì estoy
Y estoy sufriendo y no me arrepiento me cago en el amor
 
È un mondo difficile
E vita intensa
Felicità a momenti
E futuro incerto
Il fuoco e l'acqua
Concerto e calma
Sonata di vento 
E nostra piccola vita
E nostro grande cuore
 
Porque voy a creer yo en el amor
Si non me entiende no me comprenden tal como soy yo
Porque voy a creer yo en el amor
Si me traiciona y me abandona cuando major estoy
No sabemos muy bien entre tu y yo
Y aunque parezca no tienes la culpa la culpa es del amor
Yo no quiero sufrir pero aquì estoy
Y estoy sufriendo y no me arrepiento me cago en el amor
 
Me cago en el amor
Vita mia
È un mondo difficile

martedì 23 giugno 2015

Marco Masini - Il bellissimo mestiere


L'amore, 
sono incazzato con l'amore 
e tu non c'entri amore mio, 
tu con quell'altro, 
chi vi ha ratto incontrare 
e innamorare, so chi è. 
È l'amore, l'amore 
e il sesso, degno suo compare, 
che ci spiavano, lo sai, 
da quello specchio, 
quella specie di altare, 
dove ci guardavamo 

ore, ore e ore, 
senza bere né mangiare, 
senza neanche respirare, 
solamente far l'amore, 
senza neanche andare in bagno 
per non risvegliare il sogno, 
su quell'isola di un letto, 
e ora che è finito tutto... 

Amore, amore, 
sono incazzato da morire, 
ma con l'amore e non con te, 
perché ti odio 
così teneramente, 
che anche un cieco lo vede, 

t'amo disperatamente, 
si può esser più coglioni, 
piango come un deficiente, 
mentre ascolto le canzoni, 
e tutto questo quel bastardo, 
lui non me l'aveva detto, 
che si soffre come un cane 
quando se ne va l'effetto, 

ma lui, l'amore, l'amore, [L'amore...] 
fa sempre quello che gli pare 
e noi paghiamo, amore mio, 
tu sei un foglio 
sotto un'altra matita 
e io scrivo su un'altra 

vita disperatamente, 
più maturo e più coerente, 
mi è caduto addosso un muro 
e non mi sono fatto niente, 
ma cosa vuoi più da un amore 
che fa piangere e incazzare, 
ma che in fondo fa soltanto 
il suo bellissimo mestiere, 
cioè l'amore!

Lasciati andare

«Io sono, si perdoni la metafora, un sepolcro ambulante, che porto dentro di me un uomo morto, un cuore già sensibilissimo che più non sente».
Giacomo Leopardi

Leopardi mi è sempre piaciuto sin dal liceo, nonostante il nostro averci impiegato più di quattro mesi per studiarlo sviscerando fino in fondo ogni minima parola da lui scritta. Analizzare quello che i più definiscono pessimismo cosmico, ma che ai miei occhi non è mai stato nulla di più della semplice esternazione di un profondo dolore mai del tutto metabolizzato, ma alla fine chi metabolizza veramente il dolore? Il dolore ce lo portiamo dietro fino alla fine dei nostri giorni, fingiamo che vada tutto bene, lasciamo che la vita torni a seguire i propri ritmi e alla meglio cerchiamo di seguire gli eventi che il fato, il destino, la vita stessa o quel che vi pare, ci pongono dinanzi. Torniamo ad eseguire quasi meccanicamente cose che pensavamo di non poter più fare, ma le facciamo con la consapevolezza che qualcosa dentro si è spento, le compiamo pur essendo totalmente privi di emozioni differenti da quello che ha scaturito quell'assenza di emozioni o di sentimenti. Frequentemente ci verrò detto: "Lasciati andare". Ci provi, ma qualcosa dentro torna a bloccarti, quella paura di stare male o semplicemente perché ti ritrovi svuotato completamente di tutto quello che hai investito altrove. Scuoti la testa, palesi apertamente, senza menzogne, la difficoltà che percepisci nel lasciarti andare, nel semplice atto naturale di sentire emozioni. Sei incapace di sentire qualunque cosa che trascenda quell'oscurità. Non senti più nulla, ma insisti ad andare avanti, insisti testardamente nel credere che la situazione con un po' di pazienza e tempo potrà mutare, e passano i rospi uno dietro l'altro e tu non riesci a sentire nulla, nemmeno lo schifo che mentalmente sai di dover provare. Niente. Non senti più nulla. Hai lasciato indietro quello che l'involucro conteneva. Sei nulla. Sei un vuoto oscuro che non sente più nulla.

sabato 20 giugno 2015

I Will Survive



At first I was afraid, I was petrified
Kept thinkin' I could never live
Without you by my side
But then I spent so many nights
Thinkin' how you did me wrong
And I grew strong, and I learned how to get along

And so your back, from outer space
I just walked in to find you here
With that sad look upon your face
I should've changed that stupid lock
I should've made you leave your key
If I had known for just one second
Yoùd be back to bother me

Go on now go, walk out the door
Just turn around now, 'cause yoùre not welcome anymore
Weren't you the one who tried to hurt me with goodbye
You think I'd crumble? You think I'd lay down and die?
Oh no not I, I will survive
Oh as long as I know how to love I know I'll stay alive 
I've got all my life to live; I've got all my love to give
And I'll survive, I will survive
Hey, Hey!

It took all the strength I had not to fall apart
And trying hard to mend the pieces of my broken heart
And I spent oh so many nights just feeling sorry for myself
I used to cry, but now I hold my head up high
And yoùll see me, somebody new
I'm not that chained up little person
still in love with you
And so you felt like droppin' in
and just expect me to be free
Now I'm savin' all my lovin'
for someone whòs lovin' me

Go on now go, walk out the door,
Just turn around now, 'cause your not welcome anymore
Weren't you the one who tried to break me with goodbye
You think I'd crumble? You think I'd lay down and die?
Oh no not I, I will survive
Oh as long as I know how to love I know I'll stay alive
I've got all my life to live, I've got all my love to give
And I'll survive, I will survive. Oh

Go on now go, walk out the door,
Just turn around now, 'cause your not welcome anymore
Weren't you the one who tried to break me with goodbye
You think I'd crumble? You think I lay down and die?
Oh no not I, I will survive
Oh as long as I know how to love I know I'll stay alive
I've got all my life to live, I've got all my love to give
And I'll survive, I will survive, I will survive

It took all the strength I had not to fall apart
And trying hard to mend the pieces of my broken heart
And I spent oh so many nights just feeling sorry for myself
I used to cry, but now I hold my head up high
And yoùll see me, somebody new
I'm not that chained up little person
still in love with you
And so you felt like droppin' in
and just expect me to be free
Now I'm savin' all my lovin'
for someone whòs lovin' me

Go on now go, walk out the door,
Just turn around now, 'cause yoùre not welcome anymore
Weren't you the one who tried to hurt me with goodbye
You I'd crumble? D'you think I'd break down and die?
Oh no not I, I will survive
Oh as long as I know how to love I know I'll stay alive
I've got all my life to live; I've got all my love to give
And I'll survive, I will survive, I will survive

Il tuo modo d'amare

Il modo tuo d’amare - Pedro Salinas
Il modo tuo di amare è
lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci 
sono offrirmi le labbra
perché io le baci.
Mai parole o abbracci 
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono i fogli bianchi, 
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore 
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.

venerdì 19 giugno 2015

Piccole gocce di essenza invisibile perdute

«Dalla stessa apertura da cui entra l’amore, s’intrufola la paura. Quel che ti voglio dire è che se sarai in grado di amare molto, soffrirai anche molto».
Isabel Allende, “Il quaderno di Maya”


E mi rendo conto che è vero, una volta che apri quella famosa porta, che ti apri totalmente con qualcuno, non l'amore sopraggiunge anche la paura e la paura è un'infame puttana di prim'ordine, se ne sbatte altamente se in quel momento sei felice, vuole alimentarsi di lacrime, ansie e dolore. Si sbaglia e si creano incomprensioni che sembrano voragini insormontabili. Un accumularsi di queste voragini, di queste crepe porta necessariamente ad allontanarsi (non che sia solo quella la causa, ma una buona percentuale di colpa ce l'ha anche la paura e le conseguenze che crea). Ti ritrovi, quindi, a dover chiudere quella porta nella speranza che la paura se ne sa andata, ma quella stronza non se ne va mai e torni ad essere per altri un libro aperto nella tua difensiva chiusura e ti perdi la semplicità del lasciarsi andare senza pensieri, perché i pensieri che ti crea la paura, intanto, ti martellano costantemente le tempie. Le frasi che si formano in testa sono tra le più svariate. Glissi le domande troppo personali, eviti le risposte domandando a tua volta o zittisci in qualunque modo chi hai dinanzi per non portarti ad esporti più di quel che per te è dovuto. In questo momento, in questo attimo di totale chiusura mi sto ammazzando. sto letteralmente impazzendo e mi sto perdendo il nulla che qualcosa di buono o decente potrebbe darmi, seppur in piccole gocce di essenza invisibile.

Dov'eri?

Dov'eri?
Quando sentivo il bisogno di vederti
dov'eri?
Quando riflettevo nei miei pensieri
e vedevo che tu c'eri
dov'eri?
Mentre camminavo per le strade
sotto la pioggia
in quelle sere tristi
dov'eri?
Quando la speranza e l'attesa
mi dedicavano solo illusione
tu…
tu dov'eri?
Mahmoud K. Shahmirzadi